30 ottobre 2007

In alcuni casi chi rompe non paga

Adesso il papa che attraverso "colte" disquisizioni ha infiammato il mondo islamico, il papa che sostiene di non volere ingerire negli affari interni italiani, il papa che proviene dallo scranno dell'inquisizione, vorrebbe anche ordinare ai nostri farmacisti di non adempiere i loro doveri professionali.

Da una parte è normale che una casta vetusta e vampirica continui a strombazzare prescrizioni ante-medievali, ne va della propria esistenza. Quello che in Italia risulta di difficile comprensione ad un cittadino straniero è l'enorme riflesso[1] che gli viene dato da parte di da media e politici italiani.

Passi per i politici, del resto accaparrarsi qualche voto in più è la loro professione, ma rimane vergognoso il mancato rispetto della laicità dello stato, una divisione netta sancita sin dal illuminismo[2].

La colpa principale è dei media che invece di darsi da fare con a scavare qualche notizia o condurre uno straccio di indagine realmente giornalistica ci propinano giorno dopo giorno la stessa insipida, ed in questo caso, disgustosa brodaglia.

Il Vaticano va ignorato. La chiesa giochi nel suo cortile. Lo stato è laico. Punto.

Né nella Cattolicissima Irlanda, né tantomeno nella puritana America c'è la continua necessità di vedere, ascoltare e leggere di ogni colpo di testa dei dinosauri. Se veramente si è così presi da nozioni ante-diluviane ci sono riviste e canali tematici riservati a loro. Non i principali notiziari.

Qui da noi tra le farneticazioni papa, del non-rimpianto Ruini e della Chiesa in generale è un continuo. Magari solo per dire che il Papa si è presentato alla finestra il mercoledì, quando la vera notizia sarebbe se non si fosse presentato, o magari se si fosse buttato di sotto! La notizia vera sarebbe se la Chiesa fosse d'accordo ed in linea con la vita laica nel ventunesimo secolo.

In realtà, il Vaticano pare abbia il diritto di ingerire in qualsiasi momento, senza nemmeno avere l'onere di versare una briciola di tasse per tutti i propri immobili.

E' proprio il caso di dire che in alcuni casi chi rompe, non paga.



[1] Ottimo questo verbo: "riflesso". Infatti, è proprio come il riflesso di una stella cadente che ci giunge da milioni di anni fa che dovremo accogliere queste farneticazioni, dicendo "oh" e passando ad altro!

[2] che naturalmente si oppone all'oscurantismo…

26 ottobre 2007

Il disegno intelligente ed il traffico romano

L'Universo non è popolato da esseri intelligenti. Per capirlo è sufficiente tentare di attraversare la città in macchina, e in questo caso si parla solo di una piccola zona di un insignificante pianeta nel cosmo infinito.

Il disegno intelligente sostiene che alcuni aspetti dell'universo e della vita possono essere spiegati solo attraverso una causa intelligente, piuttosto che attraverso un processo senza direzione come la selezione naturale. L'importante è sapere che la "causa intelligente" è l'affidarsi ad un'entità supernaturale, una divinità, un folletto birichino che risiede nei tronchi degli alberi della foresta.

Chiaramente l'unico processo senza direzione è quello che offusca le menti di questi personaggi. Essi tentano nel modo più ridicolo di riportare l'umanità verso il medioevo, verso un'epoca nella quale - almeno per noi occidentali - il potere di chiesa e stato era unico.

In ogni caso, sostenere che il disegno intelligente sia una teoria scientifica (peccato che richieda l'intervento di una divinità metafisica) non fa altro che ribadire il concetto che l'universo non è popolato da esseri intelligenti.

Un'altra prova inconfutabile la si trova proprio a questo maledetto incrocio. Gli esseri che (non) governano le proprie autovetture sono riusciti a comporre ciò che dall'alto deve assomigliare ad un pattern tessile di Missoni. Con la furbizia feroce di una ruspa impazzita tentano di conquistare millimetri perdendo, alla fine, ore intere.

E poi chi glielo ha detto che la selezione naturale è un processo senza direzione? L'evoluzione mantiene da sempre una direzione univoca. Ci si evolve verso un adattamento specifico al proprio ambiente di esistenza. Osservando il tipo con l'arto superiore fuso al proprio clacson, si può anche capire quanto sia lungo, in termini umani, questo processo. In effetti, un tragitto in macchina è una stupenda metafora della vita: si parte, si viaggia, si arriva e lungo il percorso si provano esperienze spesso indimenticabili: chi dimentica di indicare la svolta, chi parcheggia in mezzo alla strada come se fosse il padrone del paese, chi guida a due all'ora e chi pensa di essere sul circuito di Les Mans. Sicuramente, una delle cose che li accomuna è la certezza che l'universo non è popolato di esseri intelligenti.